Gli acceleratori di idee non sono solo oltreoceano, e non sono solo qualcosa di inarrivabile. Isinnova è uno di questi: giovane, fresco, innovativo, l’accelerator tutto bresciano sviluppa le idee, le prototipa, le testa, le produce e le lancia. Ad aver fondato Isinnova è Cristian Fracassi, giovane ingegnere pieno d’energia. E la sua startup non si occupa solo delle idee degli altri: internamente alla società i brevetti non mancano. Dal microchip per alimenti al device che permette di scoprire la scadenza di un surgelato fino alla star del loro portfolio, il mattoncino BRIX per la costruzione rapida ed efficiente di case e strutture. Volete vederlo con i vostri occhi? Lo troverete in anteprima a Festival Supernova Brescia, l’evento dedicato a innovazione e creatività promosso da Talent Garden, l’1 e il 2 ottobre. Cristian e la sua squadra sfideranno la loro stessa idea costruendo in un tempo record di 12 ore una casetta fatta e finita, che diventerà poi contenitore per una mostra dedicata proprio ai loro prodotti di punta.

La vostra pare un’idea che può venire in mente solo a qualcuno davvero fan dei mattoncini giocattolo. È così?

In realtà da piccolo con le Lego costruivo di tutto fuorché case; sarà per questo che l’idea mi è venuta alla fermata dell’autobus: ho visto un camioncino che scaricava casse d’acqua per un ristorante; ha iniziato ad impilarne una sopra l’altra e da lì l’intuizione. Sì, è vero, in prima battuta tutti associano una casa fatta di mattoncini che si agganciano tra loro a quella del famoso giocattolo Lego. E ci sono anche un paio di realtà parallele alla nostra che hanno provato a replicare l’esatta forma del mattoncino in plastica o legno in versione macroscopica, con esiti però non brillanti. Questo per un semplice motivo: il Lego è un giocattolo, BRIX serve per costruire case vere. Quasi tutti da piccoli abbiamo giocato con i Lego, e io non mi sono certo astenuto dal farlo. BRIX, a differenza dei mattoni Lego o simil Lego, può essere usato anche per fare solai, non solo pareti, senza necessità di pezzi speciali. È questo uno dei suoi punti di forza: la semplicità.

Quanto tempo è servito per sviluppare il progetto dall’inizio alla fine?

Il progetto è nato nel 2009, a seguito del terremoto dell’Aquila. Mi rendevo conto che intere famiglie si ritrovavano senza casa e allo stesso tempo impossibilitate a poter agire in prima persona per poterla ricostruire. Da qui l’intuizione di progettare dei mattoni che fossero leggeri, movibili a mano, che si unissero completamente a secco, agganciandosi l’un l’altro senza bisogno di collanti, resine, cementi o altro e che al tempo stesso il sistema costruttivo fosse semplice ed immediato. In sostanza con una sola forma, al massimo due, si è in grado di realizzare sia solai che pareti.
Dal 2009 ad oggi l’idea ha preso piede e diverse declinazioni. Sono nate forme simili ma diverse in funzione del materiale. Tali mattoni possono infatti essere realizzati in plastica, legno, alluminio, acciaio, composito a seconda delle necessità. Si sono susseguiti studi specialistici, un dottorato in ingegneria dei materiali ed un master in economia, tutto col fine di imparare al meglio l’argomento che si andava a trattare. Sono poi nati 4 brevetti che tutelano pienamente l’idea e, finalmente, ora siamo pronti per mostrare in anteprima il nostro primo esempio concreto, grazie anche al contributo di oltre 10 aziende che hanno, ognuna con le proprie specifiche competenze, sposato il progetto.

A chi si rivolgerà questo prodotto sostenibile e super innovativo e quali saranno le applicazioni nello specifico?

BRIX è nato per costruire case d’emergenza, dettato dalla necessità di avere qualcosa che consenta di realizzare strutture in tempi ridottissimi. Tuttavia si presta anche a molti altri scopi: costruire case vacanze, rifugi in luoghi in cui i materiali tradizionali difficilmente si adattano, ampliamenti poco invasivi, eventi temporanei (dove la necessità di smantellare o smontare completamente la casa è indispensabile), eccetera. Abbiamo avuto molte richieste di approfondimento da imprenditori esteri per quanto riguarda il mattone di plastica, da Brasile, Perù, Cile, Filippine, Turchia e Russia. Tale interesse è stato ovviamente suscitato dalla possibilità di utilizzare un materiale molto economico quale il polimero.

Come mai proprio Supernova per presentare in anteprima la vostra creazione?

Abbiamo scelto Supernova perché riteniamo sia un’ottima vetrina per l’innovazione, ma soprattutto perché si svolge a Brescia e sia noi che le aziende partner siamo bresciani. Per dirla tutta anche il nome stesso del progetto ha voluto rendere omaggio alla nostra città Brixia, da qui BRIX. Brescia è una città magnifica, ricca di storia, con un tessuto industriale ed imprenditori lungimiranti. Vogliamo dimostrare che le idee, seppur con tempi più dilatati o qualche ostacolo in più, si riescono a sviluppare anche in Italia. E basta con questo paragonare i luoghi in cui nascono le idee italiane al garage di Steve Jobs… A meno che non sia fatto di BRIX.

Avete già in mente le prossime tappe verso il mercato?

Sì, il percorso è già abbastanza definito. La costruzione del primo esempio concreto ci ha permesso di “farci le ossa” e di affinare la tecnica. Sicuramente i primi prodotti BRIX saranno in legno, anche grazie al riscontro positivo che il territorio ci sta fornendo. Molti partner che hanno aderito all’iniziativa intendono infatti proseguire il cammino oltre Supernova, e sono in atto già alcuni accordi anche per il futuro. Nel lungo periodo c’è anche nel cassetto l’idea di presentare il mattone in plastica, ma serviranno investimenti sicuramente più importanti. Una strada parallela che si è appena aperta, è quella di fornire un servizio digitale per permettere al cliente di configurare la propria abitazione, proprio come ora è possibile fare nel mondo dell’automobile.

Grazie a “Talent Garden People” e “Wired